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     EXPERIMENT PAGE   

Questa pagina non vuole indurre o incoraggiare nessuno a commettere illeciti o frodi contro la legge, ma è semplicemente una pagina per la divulgazione e conoscenza di pareri, studi e prove. In ogni caso non siamo responsabili di eventuali danni subiti a seguito di tali prove.

 

Olio di Colza - Olio di semi di Girasole - Olio di semi di Soia - Olio di semi vari

     Mappa dei distributori di olio di colza

 

 

Colza

 

 

 

Soia

 

Girasole

Io oggi l' ho provato !!!  Rischiando, ma non ho resistito.Poteva essere una legenda metropolitana e rovinarmi il motore Common rail da 1500 cc di appena 6000 Km montato in un furgone KANGOO RENAULT di 4 mesi.

Ma andiamo per ordine, con il serbatoio in riserva, ci verso ben 12 bottiglie da 1L di olio di semi di GIRASOLE e 12 bottiglie da  1L di olio di semi di SOIA,  24 litri in tutto, al costo di 0,79 Cent di Euro al litro totalizzano 18,96 Euro. Il fatto curioso è che le bottiglie restano inserite senza cadere, quindi mentre apro la prossima, l'altra si svuota da sola, almeno nel mio caso. Mentre questo accade (nel piazzale privato di una azienda) alcuni sono impietriti, non credeno ai loro occhi, sopratutto quando mi sentono dire che è la prima volta. E' una scena esilarante, quasi da candid camera.

La messa in moto è avviene perfettamente, e questo è ovvio perché la condotta dal serbatoio fino agli ignietori ancora contiene gasolio al 100%,  ma  resta in moto al minimo per ben 10 minuti senza la minima anomalia. Anche alcune accelerate che dò di tanto in tanto, danno buon esito poi ho spengo il motore. Dopo circa 1 ora  succede una cosa negativa che mi  fredda, e cioè, devo insistere 5/6 volte per mettere in moto, ma va in moto, huff...meno male. Abituato a dare solo un colpetto di chiave, ora bisogna semplicemente lasciare un po' di più. Preoccupato voglio raggiungere il mio benzinaio di fiducia per aggiungere gasolio per ridurre la percentuale di olio da frittura. Durante il percorso faccio alcune prove di accelerazione, e noto una leggerissima riduzione delle prestazioni. Ma la cosa è da valutare meglio, potrebbe essere un effetto suggestivo. Finalmente aggiungo 15 litri di bluediesel nel serbatoio che mi dovrebbero far stare tranquillo. D'altronde avevo letto che bisognava iniziare a piccole dosi.

L'odore è meno di quel che m'aspettavo,  tipica frittura da cucina ma delicato. Preferisco un cattivo odore a una cattiva aria. Nessuna emissione o quasi di polveri sottili e nulla anidride carbonica (questo l'ho letto su siti autorevoli).

18/03/05 Daniele

 

  E' più di una settimana ormai che vado a Olio di girasole e non ho incontrato particolari problemi. Anzi vi dirò di più; dovendo partire per Pasqua, e dovendo lasciare il furgone per alcuni giorni senza poterlo metterlo in moto, confesso che temevo si bloccasse qualcosa tipo gli igniettori. E invece... con mia grande sorpresa, dopo quasi 3 giorni di inatività, la messa in moto è avvenuta al primo colpo!!!  Quindi posso dire che l'esperimento è andato positivamente. Quindi Signori e Signore, FUNZIONA ANCHE SUI DELICATI  MOTORI COMMON RAIL !!!

30/03/05  Daniele

 

Ho esagerato! Volendo strafare ho utilizzato anche l'olio usato in cucina. E senza neppure filtrarlo. Cercando di stare attento per non travasare nel serbatoio le parti solide e sporche, che essendo più pesanti restavano nel fondo del contenitore. Ma evidentemente ciò non è bastato. Dai oggi dai domani... qualcosa è entrato, perché il motore ha fatto le bizze, andava solo al minimo e accendendo la spia di anomalia carburante sulla plancia.

In officina hanno riscontrato depositi sporchi nel serbatoio e nel filtro carburante. La riparazione non è rientrata in garanzia, e la ripulitura completa mi è costata 488 €.  L'olio da frittura usato, conviene filtrarlo con una banale calza di nylon.

Comunque da oggi uso solo carburanti ufficiali.

18/05/05 Daniele

 

Ecco dei links sull' argomento

http://liberoblog.libero.it/economia/bl133.phtml

http://forums.ebay.it

http://www.wininizio.it/forum

http://www.informagiovani-italia.com

http://www.kwmotori.kataweb.it/kwmotori/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco cosa ho trovato nel WEB sull'argomento:

autore: maggiolone77
data:   23/12/2004 17:26:18

ragazzi, una laurea in ingegneria meccanica qualcosa mi ha dato...e visto che lavoro per una azienda che testa componenti

 meccanici sottosforzo...abbiamo testato anche motori diesel alimentandoli a colza.
signori, è straordinario verificare come la colza renda alcuni organi meccanici ancora più resistenti di quel che sono già!
i motori vw, dopo migliaia di km erano praticamente nuovi. idem per gli altri motori, common rail, pompa rotativa, iniezione diretta, iniezione a precamera...addirittura li abbiamo alimentati con grasso animale e margarina sciolta. nessun problema a parte il filtro che si s*****va molto spesso....! quindi potete usare anche margarina o grasso animale....certo, noi avevamo messo un preriscaldatore al serbatoio in modo da rendere il grasso animale, liquido. i risultati sono eccellenti. temevamo che l'oilo di colza e i grassi animali potessero produrre diossina, ma non ne producono affatto; qui è ora di svegliarci: le alternative al petrolio esistono e sono tutte praticabili oggi, già con i nostri motori.
le officine spesso non sanno nemmeno della possibilità che le auto possano andare a colza. ci sono molti ragazzini che lavorano nelle officine e che fanno esperienza sulle nostre auto...quindi, io personalmente non credo molto alle dichiarazioni dei meccanici ufficiali. mi fido di più di me stesso, dei miei studi e delle mie prove meccaniche. oltre ad essere un'alternativa economica, qui siamo di fronte alla possibilità di salvaguardare la natura, per i nostri figli e per i nostri nipoti. ho cominciato andare a colza all'inizio degli anni novanta con i motori td della vm, montati sul range rover. il motore era molto delicato e si rompeva spesso, ma non per l'olio di colza...poi sul patrol gr 2,8 td 100.000km senza alcun problema. ora uso sempre olio di colza. addirittura c'è chi viaggia 100% a olio di colza. possibile, visto che anche io ho viaggiato con miscele fino all'80%.
immaginate un pieno da 60 litri a 20 centesimi? vuol dire un pieno con 12 euro e niente particolato e monossido di carbonio. e una percorrenza stradale superiore!

Colza

 

 

Soia

 

Girasole

 

 

 

 

 

 

Mappa dei distributori di olio di colza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi sulle strade italiane fare un pieno di biodiesel, il carburante ricavato dal trattamento degli scarti delle lavorazioni agricole di diverse colture (la colza appunto, ma anche girasoli e barbabietole) è praticamente impossibile, ma sempre più automobilisti hanno scoperto che per far funzionare le loro macchine diesel va benissimo anche il comunissimo olio di colza, e persino quello di semi vari. Il rifornimento non si fa più quindi al distributore, ma al supermercato, dove basta comprare del banalissimo olio da frittura a un prezzo che si aggira solitamente sui 65 centesimi al litro. Il tam tam di quella che può sembrare l'ennesima leggenda metropolitana, ma non lo è affatto, è partito dal nordest, dove sono più diffusi i discount della Lidl, uno dei pochi supermercati che ha sui suoi scaffali l'olio di colza, un prodotto che in cucina viene decisamente snobbato dagli esigenti consumatori italiani.

Non siamo ancora al boom, come ha sostenuto qualcuno, visto che dall'ufficio acquisti della direzione generale della Lidl fanno sapere di non avere riscontrato nessuna impennata particolare nelle vendite di olio di colza, ma anche parlare di nicchia rischia di essere riduttivo. Per rendersi conto di quanto questa alternativa stia appassionando gli italiani, stretti nella morsa dello smog e del caro petrolio, basta digitare su Google le parole "olio di colza". Il motore di ricerca vi svelerà un mondo di decine e decine di forum dove gli automobilisti si scambiano consigli su come passare all'olio, dove trovarlo e quanto pagarlo. Sul solo forum dell'autorevole "Quattroruote" i messaggi arrivati sul tema dallo scorso settembre sono più di dodicimila.

Le testimonianze sul fatto che il "trucco" funziona davvero sono tantissime e del resto non c'è da meravigliarsi più di tanto visto che il primo motore messo a punto da Rudolph Diesel nel 1893 andava proprio a olio di canapa e cereali. Sulle accortezze da usare per fare il grande salto con le automobili di oggi, i pareri però divergono ed è difficile capire chi ha ragione. C'è chi lo consiglia in piccole o medie percentuali da aggiungere al diesel normale, chi lo usa assoluto, ma solo con auto vecchie, chi sostiene che assoluto va bene ma con i motori nuovi, chi suggerisce di cambiare la pompa e prenderne una più resistente. E non manca chi si lamenta per il puzzo di fritto e chi giura di camminare grazie all'olio esausto comprato a prezzi stracciati da una rosticceria cinese che altrimenti dovrebbe pagare per smaltirlo correttamente.

Un dato però è certo: usare olio di colza acquistato al supermercato, in qualsiasi quantità, è illegale perché chi lo fa froda il fisco. Il Testo Unico del 1995 in materia di accise stabilisce infatti che qualsiasi prodotto venga usato come carburante o come additivo deve essere soggetto a tassazione.

C'è da augurarsi quindi che gli italiani non diventino in massa evasori fiscali, ma l'aver scoperto anche grazie all'informazione "dal basso" di internet che i carburanti vegetali sono una realtà a portata di mano potrebbe dare una scossa alla diffusione del biodiesel ufficiale, che rispetto all'olio di colza oltre a essere in regola con la legge dà maggiori garanzie per i motori grazie al processo di esterificazione che priva il carburante della glicerina. I vantaggi per la collettività sarebbero enormi.

Innanzitutto per l'ambiente e il portafoglio. Il biodiesel, una volta prodotto su larga scala, avrebbe prezzi molto competitivi e riduce drasticamente molte emissioni nocive: l'anidride carbonica responsabile dell'effetto serra e le polveri sottili, gli idrocarburi policiclici aromatici e lo zolfo, i nemici più temibili dell'aria delle nostre città. Inoltre, a differenza del petrolio, l'Italia, per quanto in ritardo rispetto ad altri paesi europei, potrebbe soddisfare in proprio buona parte delle sue necessità di biodiesel. Un obiettivo auspicato dalla stessa Unione Europea che nella direttiva 30/2003 fissa per il 2010 in Italia un consumo di 800.000 tonnellate annue di biodiesel in grado di garantire una sostituzione compresa tra il 2% e il 5,75% del totale consumo di carburante con biocarburanti.

Testo ricavato testuale da un forum.

 

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